Italpizza: arriva la parlamentare Stefania Ascari

Dopo otto mesi di sciopero per la regolarizzazione degli orari di lavoro e l’applicazione del contratto alimentare, oggi davanti ai cancelli di Italpizza si è presentata una delegazione cinque stelle con la parlamentare Stefania Ascari. Continua a leggere Italpizza: arriva la parlamentare Stefania Ascari

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Aspettando il tavolo di trattativa non si ferma la vertenza Italpizza

Dopo il presidio con conferenza stampa di fronte alla questura di Modena, nella giornata di mercoledì , è proseguito questa mattina il picchetto davanti i cancelli di Italpizza.

Di seguito riportiamo il comunicato dalla pagina facebook “Sciopero Italpizza” Continua a leggere Aspettando il tavolo di trattativa non si ferma la vertenza Italpizza

Tre giorni di sciopero al Salumificio Bellentani di Vignola

Riprende lo sciopero al comparto carni di Vignola. Dopo le prime lotte sindacali i padroni provano a cambiare i rapporti di forza.

La ditta Bellentani, salumificio facente parte del gruppo Citterio, era stata al centro delle prime lotte sindacali del SiCobas. Lavoratori e lavoratrici si erano battute sia per l’applicazione del contratto alimentare sia denunciando le numerose irregolarità nel cantiere produttivo. Continua a leggere Tre giorni di sciopero al Salumificio Bellentani di Vignola

Ancora cariche e lacrimogeni a Italpizza mentre i confederali incontrano Confindustria.

Riprende lo sciopero davanti ai cancelli di Italpizza e ricominciano anche gli interventi della questura di Modena per farlo cessare.

Mentre Confindustria incontrava i sindacati confederali (Cgil-Cisl-Uil), ribadendo ancora una volta, sia l’indisponiblità a trattare col SiCobas, sia la volontà di scegliersi unilaterlmente i propri interlocutori, fuori dai cancelli di Italpizza, questo pomeriggio, si registrano nuovi interventi della celere.

Cariche, lacrimogeni e circolazione sulla Vignolese di nuovo bloccata per consentire il passaggio piu veloce delle merci dell’azienda.

Dopo il lancio della campagna di boicottaggio per far pressione su Italpizza, con azioni comunicative a Modena, Bologna, Carpi, Firenze, Parma, Piacenza e Messina, è ripreso (come riportato in una nota del SiCobas di Modena) lo sciopero vero e proprio:

 Oggi Italpizza e Confindustria incontrano i sindacati confederali, Cgil-Cisl-Uil confermando la volontà di scegliere chi sono i loro interlocutori. Noi invece non ci stancheremo mai di ripeterlo: il sindacato non lo scelgono le aziende, né il prefetto, né la questura. Il sindacato lo scelgono i lavoratori e le lavoratrici!!!

Per questi motivi da stanotte è ripreso lo sciopero davanti ai cancelli di Italpizza, che proseguirà fino a questa sera.

Alle 19:00 dibattito e cena sociale!!!

Vi aspettiamo!! Uniti si vince!!

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Riprende lo sciopero a Italpizza

Dopo che a Roma, l’incontro al Ministero del Lavoro di sabato scorso era terminato con un nulla di fatto a Modena, questo lunedì, è ripreso lo sciopero a Italpizza.

Non più solo il SiCobas, questa volta, davanti ai cancelli di Italpizza perché ora, dopo più di cinque mesi passsati a denunciare le vergognose condizioni di sfruttamento e il clima di paura che si è instaurato all’interno dello stabilimento di San Donnino, ora lo sciopero è sostenuto anche dalla Cgil.

Se sabato scorso, all’incontro al Ministero, con l’arroganza che le contraddistingue, Italpizza, le cooperative appaltatrici Cofamo e Evologica assieme a Confindustria non si sono nemmeno presentate al tavolo di trattativa, dichiarazioni e spot a mezzo stampa non sono invece mancati, a cominciare dalla ferma indisponibilità a qualsiasi contrattazione col sindacato autorganizzato da parte dell’azienda: «(Italpizza) non partecipera’ mai a incontri o tavoli alla presenza dell’organizzazione Si Cobas, per gli evidenti motivi di ordine pubblico di cui sono portatori.» aggiungendo «Italpizza sta operando nella regolarità e nel rispetto delle norme, e che e’ anticostituzionale [sic] obbligare una societa’ ad applicare un contratto di lavoro anziche’ un altro. » nonostante sia stata piu volte denunciata e comprovata l’applicazione illecita dei contratti nel corso dei precendenti mesi di mobilitazione. (Notare come anche l’Ispettorato del Lavoro abbia dichiarato: «Accertate violazioni, addebitati contributi omessi, irrogate sanzioni amministrative» sanzionando l’azienda per circa 700.00 euro, ciffra comunuqe irrisoria se si considerano i milioni risparmiati sul costo del lavoro attraverso l’appalto.)

Così, lunedì, mentre all’interno dello stabilimento si registrava l’ennesimo infortunio sul lavoro e riprendeva lo sciopero congiunto SiCobas-Cgil all’esterno dello stabilimento, l’azienda ri-giocava la carta dell’investimento da 25 milioni di euro per la costruzione in deroga (col decreto sblocca-Modena approvato dalla giunta Muzzarelli nel 2017) di un nuovo polo logistico Italpizza adiacente all’attuale stabilimento produttivo.

Martedì lo sciopero riprende davanti ai cancelli e ricominciano anche le violenze e la pioggia di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine, che a Modena sembrano ormai diventate tipo l’agenzia Pinkerton, un servizio privato a favore delle aziende pagato però coi contributi di tutti i cittadini.

Tante cariche, qualche ferito e lacrimogeni lanciati direttamente addosso alle persone che sviluppano tuttavia solo l’effetto contrario a quello sperato dagli sgherri in divisa.

Anche la giovane candidata sindaca di Modena Volta Pagina è presente allo sciopero e anche a loro viene sequestrato uno striscione in solidarietà ai lavoratori.

Al terzo giorno, mercoledì, la repressione poliziesca si fa, per quanto possibile ancora più pesante e nervosa. La polizia attacca i blocchi dei lavoratori con lacrimogeni e manganellate fin da subito tutavia, nonostante l’indicazione dei delegati sindacali CGIL di non partecipare ai blocchi, la maggior parte dei lavoratori iscritti alla Camera del lavoro solidarizzano coi colleghi opponendosi alle cariche.

Simone Carpeggiani, coordinatore di Bologna viene circondato e aggredito da ben 6 poliziotti in quello che può essere definito tranquillamente (come riporta nella sua nota il SiCobas di Bologna) «un attacco squadrista delle forze dell’ordine contro i lavoratori».

In contemporanea però, dentro Italpizza, ci sono più linee di produzione ferme di quante ne risultino attive. Come riporta il comunicato del SiCobas:

Oggi è il terzo giorno di sciopero congiunto S.I. Cobas – CGIL davanti ai cancelli di Italpizza, con presidio permanente giorno e notte: delle 5 linee di produzione dell’azienda soltanto una sta funzionando, mentre il reparto di confezionamento è ridotto al 20% della capacità. Oltre alle lavoratrici e lavoratori davanti ai cancelli altre centinaia si sono astenute dal lavoro.

Ieri Italpizza ha tentato di giocarsi un’altra carta truccata, annunciando 25 milioni di euro di investimenti per un nuovo polo logistico sulle aree verdi adiacenti al già enorme stabilimento (terreni verdi su cui il comune ha già tolto il vincolo ambientale..). Peccato che sia lo stesso piano presentato due anni fa: si tratta quindi di un falso annuncio, che comunque non menziona nemmeno le condizioni contrattuali e lavorative di chi potrebbe essere impiegato in questo nuovo redditizio business.

Per aggirare lo sciopero Italpizza tenta poi di far entrare dei lavoratori esterni in sostituzione di quelli davanti ai cancelli, pratica proibita dalla legge italiana come pratica antisindacale: alcuni addetti aprono un cancello provvisorio sul retro dello stabilimento, mentre in uno stradello adiacente i lavoratori esterni aspettano che il padrone della cooperativa li venga a prendere (foto sotto). Ma anche qui il l’esempio della lotta si estende: dopo aver parlato con gli altri operai i lavoratori esterni decidono di unirsi allo sciopero e di non entrare ad Italpizza!
(qui il video che documenta l’insubordinazione dei lavoratori esterni al presidente della cooperativa Cofamo) Di questo ennesimo illecito sono stati informati l’Ispettorato del Lavoro e la Prefettura.

Nel pomeriggio, inoltre, viene fermato e portato in questura Assouli, storico delegato del Sicobas di Modena e si formano due presidi in contemporanea. Il primo sempre davanti ai cancelli di Italpizza, mentre il secondo si forma sotto la questura per chiedere l’immediato rilascio del delegato fermato, che sarà in seguito rilasciato poco prima delle otto di sera.

Procede intanto, con poche eccezioni, il silenzio assordante della politica cittadina su quanto avviene, da ormai più di cinque mesi, davanti ai cancelli di quella che comunemente viene definita un’ “eccellenza” produttiva del teritorio.

Silenzio che si è fatto “sentire” anche il 9 maggio, data in cui, veniva incendiata l’automobile di uno dei delegati sindacali a Italpizza a mo di intimidazione.

Questo attentato giunge nello stesso giorno in cui la procura di Modena emette oltre 30 denunce nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori di Italpizza che hanno partecipato agli scioperi di questi mesi, con accuse più gravi confezionate su misura proprio contro i delegati sindacali e gli operai più attivi nella lotta. Ma giunge anche a pochi giorni dall’incontro sulla vertenza Italpizza convocato dal Ministero del Lavoro a Roma: l’azienda infatti si era rifiutata con un comunicato pubblico di sedersi ad un tavolo col nostro sindacato, e l’intervento del Ministero sembra essere riuscito a sbloccare la situazione. È evidente infatti che a #Modena esiste un sistema locale ben oliato di affari e connivenze a tutti i livelli – economici, politici ed istituzionali – per il quale industriali e cooperative detengono un potere semi-feudale sul territorio, a discapito di chi la ricchezza la produce con le proprie braccia. L’attacco contro il S.I. Cobas qui è più duro che altrove, proprio perché le lotte sindacali rischiano di sgretolare questo sistema incancrenito.

Intanto però, attorno allo sciopero di Italpizza, si cominciano a vedere anche i primi germogli di qualcosa che va in crescendo come la solidarietà e la consapevolezza  «a sostegno di una vertenza che vede Davide contro Golia, la giustizia contro lo sfruttamento.»

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Ancora lacrimogeni a Modena sui lavoratori in sciopero alla Gls.

Non si ferma la repressione nei confronti dei lavoratori e delle loro istanze a Modena.

Questa mattina, durante lo sciopero nazionale Gls, i lavoratori del nuovo polo logistico di viale Gramsci sono stati attaccati con un fitto lancio di lacrimogeni.

La vertenza nazionale, per la quale i lavoratori erano scesi in sciopero presidiando i cancelli davanti al magazzino di via Massarenti, è quella che vede confrontarsi il sindacato S.I.Cobas e la multinazionale GLS. Due rami d’azienda: uno Gls Italia che gestisce gli “hub” più grossi e importanti e con il quale era già stato stipulato un accordo migliorativo per le condizioni dei lavoratori, mentre l’altro, Gls-Enterprise il ramo che gestisce invece i driver e gli addetti delle filiali minori, come quella del nuovo polo logistico di Modena, sul quale al contrario si gioca la vertenza.
Lo sciopero nazionale riguardava proprio (GLS-enterprise) e il riconoscimento del sindacato S.I.Cobas come interlocutore nonché l’estensione degli accordi e dei miglioramenti già siglati dallo stesso sindacato con Gls-Italia anche all’altro ramo della multinazionale.

Sciopero, presidio davanti ai cancelli e celere già pronta per sgomberare. Una prassi che si ripete sempre più frequentemente in città dovo i lavoratori, a quanto pare, devono tenere la testa bassa e “sgobbare” senza fiatare altrimenti la “cura” diventa quella del gas Cs o la pioggia di denunce per spezzare ogni fiato.

E’ ciò che è accaduto anche questa mattina davanti al nuovo polo logistico di Modena che, ricordiamo, era stato costruito da poco e non senza aspre polemiche dopo l’autorizzazione del Comune a edificare: “4.300 metri quadrati di struttura tirata su in pochi mesi su un campo non ancora cementificato a ridosso della Tangenziale, il tutto a  pochi metri di distanza da due aree ex industriali che da quindici anni attendevano una bonifica”.

Insomma, proprio negli stessi istanti in cui stanno riprendendo anche le proteste a Italpizza, la repressione nei confronti dei lavoratori a Modena non sembra attenuarsi in alcun modo e chissà che tematiche non proprio marginali quali la libertà sindacale e la repressione di ogni dissenso non entrino in qualche modo anche nella stanca e noiosissima campagna elettorale cittadina.

 

Seconda settima di sciopero, seconda vittoria per il Sicobas

Dopo piú di una settimana di sciopero, dove lavoratrici e lavoratori sono stati nuovamente gasati e malmenati, dopo una giornata di lotta come l’8 marzo che ha visto una grande partecipazione e solidarietà di lavoratori che condividono le stesse condizioni di sfruttamento all’interno delle aziende modenesi, il sindacato SiCobas è riuscito a strappare un nuovo tavolo di trattativa. Continua a leggere Seconda settima di sciopero, seconda vittoria per il Sicobas