Presidio SiCobas: contro decreto Salvini e sfruttamento.

Lunedì mattina siamo stati davanti alla prefettura dove si è tenuto un secondo presidio, indetto dal sindacato di base SiCobas, contro il decreto sicurezza-immigrazione (decreto Salvini)  discusso e approvato oggi in parlamento.

Presidio eterogeneo, composto da lavoratori e lavoratrici che uniti e determinati, oltre a portare contenuti antirazzisti e contrari all’apertura del nuovo CPR (alias: Centro di Permanenza per il Rimpatrio), hanno dato risalto alle problematiche lavorative che quotidianamente sono costretti a vivere.

Un esempio lampante è quello che si può definire come “caso Hera” nel quale si sono verificati una serie di incendi di rifiuti e a spegnerli sono stati chiamati gli stessi operai che vi lavorano, persone che non hanno le competenze né l’addestramento di un pompiere. Una scelta, quella di non chiamare i Vigili del fuoco, direttamente legata alla volontà dell’azienda di celare ciò che stava accadendo all’interno di una propria discarica.

Altro esempio delle svariate problematiche lavorative da registrare in questo territorio è quello dei licenziamenti avvenuti presso la GM di Camposanto (provincia di Modena) dove, dopo una decina di anni passati a lavorare per l’azienda, vengono appunto licenziati gli operai che avevano iniziato a scioperare per denunciare le pessime condizioni di lavoro a cui erano sottoposti.

Al presidio sono anche intervenuti alcuni lavoratori delle piattaforme di food delivery presenti nella città di Modena. Anche loro la loro testimonianza fatta di bassi stipendi e di molti sacrifici..

Di seguito video reportage del presidio.

 

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